Alcuni sostengono che gli integratori multivitaminici, o multiminerali o entrambi combinati insieme, siano inutili.

Ci sono però molte ricerche e studi che hanno approfondito l’argomento cercando di valutare in modo oggettivo l’efficacia di una integrazione multivitaminica.

Una delle motivazioni, che vengono addotte per screditare l’utilità di un integrazione multivitaminica è, che le prove a supporto sono basate su periodi di tempo troppo brevi.

In realtà, la ricerca scientifica ha fornito un numero molto elevato di dati sulla validità di questa integrazione, ma è chiaro che l’arco temporale per avere dei quadri davvero completi sono davvero troppo lunghi.

Una conferenza tenuta sull’argomento affronta proprio questo punto (Fonte: Bruce N Ames, et al. Evidence-based decision making on micronutrients and chronic disease: long-term randomized controlled trials are not enough).

Uno dei relatori dice: “Vogliamo davvero aspettare forse decenni per ottenere risultati di studi randomizzati a lungo termine (sull’integrazione con multivitaminici/minerali n.d.r.), che quasi certamente non forniranno prove definitive, ignorando altre prove rilevanti che sono relativi a conferme a più breve termine?

Lodando gli studi randomizzati a lungo termine come “gold standard per il processo decisionale basato sull'evidenza”, si sottolinea con orgoglio il fatto che, anche se il folato era ben noto per diminuire il rischio di difetti del tubo neurale negli studi sugli animali, le raccomandazioni politiche per l'integrazione del folato per prevenire i difetti del tubo neurale sono state ritardate, perché le autorità hanno aspettato per anni le conferme degli studi randomizzati a lungo termine.

Ci si può solo chiedere quanti neonati sono nati con difetti del tubo neurale mentre le autorità aspettavano.”

Quanto dice il relatore è anche inquietante.

È sicuramente vero, da una parte, che la fretta nel prescrivere terapie farmacologiche non completamente testate è rischiosa, è però altrettanto vero che la valutazione del rischio dovrebbe essere compensata con il rischio insito nel non prescrivere una determinata terapia.

Nel caso dei multivitaminici, la realtà è che probabilmente non sarà mai possibile condurre studi randomizzati che siano abbastanza lunghi da testare completamente i suoi effetti sulla salute a lungo termine.

Quindi il percorso da fare è valutare tutti gli studi che, senza coprire archi di tempo troppo lunghi, offrono conferme sul medio periodo, come dieci o venti anni.

Cosa indica la ricerca ad oggi

Uno studio ha valutato l’impatto di una integrazione multivitaminica per un arco di tempo di 20 anni su soggetti a rischio di patologie cardiovascolari (Fonte: Susanne Rautiainen, Pamela M Rist, et al. Multivitamin use and the risk of cardiovascular disease in men).

La ricerca, molto ampia, ha interessato 18.350 soggetti di età maggiore di 40 anni e per un arco temporale di almeno 20 anni.

La ricerca afferma che: “questo studio a lungo termine su uomini inizialmente sani, che hanno assunto integratori multivitaminici per almeno o più di 20 anni, ha rilevato che il loro utilizzo è associato a un minor rischio di patologie cardiovascolari importanti.”

Questo esempio conferma come le ricerche ci sono e con archi temporali di studio significativi.

Multivitaminici e la dieta quotidiana

Non c’è alcun dubbio, che, se il proprio regime alimentare è costituito da una dieta equilibrata che contiene un'ampia varietà di frutta e verdura fresca, magari biologica, cereali integrali, proteine di alta qualità e molti grassi benefici, sia probabile che l’utilizzo di integratori multivitaminici possa essere ridondante.

Tuttavia, sono poche le persone che riescono ad alimentarsi così bene.

Soprattutto se si pranza spesso fuori, causa lavoro, e non sempre si ha il tempo e la voglia, rientrando a casa dopo una giornata intensa, di cucinare dopo aver fatto la spesa corretta.

In realtà, molti si affidano a cibi pronti, a preparazioni industriali, molto lavorate e pochi alimenti integrali o addirittura biologici.

Questo, per esempio, è quello che emerge da una ricerca sulle abitudini alimentari di cittadini britannici, che potrebbe essere in buona parte ritenuta valida anche per gli altri paesi dell’area euro (Fonte: Clare Whitton, Sonja K Nicholson, et al. National Diet and Nutrition Survey: UK food consumption and nutrient intakes from the first year of the rolling programme and comparisons with previous surveys).

La ricerca, sostanzialmente, rimarca come l’assunzione giornaliera di micronutrienti sia abbondantemente sotto la media dell’apporto raccomandato.

Anticancerogeni

Esiste un altro aspetto, non meno importante, sull’assunzione quotidiana di micronutrienti e riguarda l’insorgenza dei tumori.

Una ricerca americana ha osservato come le carenze di qualsiasi micronutriente sia alla base di quasi tutte le patologie tumorali (Fonte: BN Ames. DNA damage from micronutrient deficiencies is likely to be a major cause of cancer).

Nella ricerca, si indica, che un quarto della popolazione Americana assume meno frutta e verdura di quella consigliata.

La ricerca, infine, documenta molto bene come: “la carenza di micronutrienti può spiegare, in buona parte, perché il quarto della popolazione che mangia meno frutta e verdura ha circa il doppio del tasso di cancro per la maggior parte dei tipi di cancro rispetto al quarto con l'assunzione più elevata.”

Questi dati sono, naturalmente, liberi di essere interpretati come ognuno meglio crede, resta però il fatto che i micronutrienti sono essenziali per la nostra salute e chi, per vari motivi ne è carente, o ha regimi alimentari che ne contengono pochi, dovrebbe pensare ad un integratore multivitaminico.

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