Le arterie sono soggette a calcificazione.

Questo processo è sempre stato considerato un processo irreversibile legato all’invecchiamento ed alla degenerazione cellulare ad esso collegata.

Ricerche recenti hanno però sollevato il dubbio che così non sia, anzi che questo processo è in realtà regolato da alcuni fattori del nostro organismo.

Infatti una proteina denominata Matrix Gla è un inibitore chiave della calcificazione dei tessuti molli.

Questa proteina agisce impedendo al calcio che si cristallizzi nelle pareti cellulari delle arterie.

Questa proteina per poter svolgere correttamente la sua funzione deve essere attivata per carbossilazione con la vitamina K.

Quindi una stato carenziale di vitamina K compromette l'azione di questa proteina protettiva e può aumentare la calcificazione delle arterie.

Già in precedenza alcuni studi sulla popolazione avevano avanzato ipotesi sulle possibili connessioni tra la salute del cuore e la vitamina K, ma un nuovo studio per la prima volta valuta, nel lungo termine, la validità di queste ipotesi e ne espone i risultati (Fonte: Knapen MH, Braam LA, et al. Menaquinone-7 supplementation improves arterial stiffness in healthy postmenopausal women. A double-blind randomised clinical tria).

In questo studio controllato con placebo si è dimostrato che non solo l'integrazione a lungo termine di vitamina K2 (180 µg come MK-7) inibisce l'irrigidimento delle arterie altrimenti riscontrato nel gruppo sottoposto a placebo, ma migliora anche l'elasticità vascolare (misurata dagli ultrasuoni e dalla velocità dell'onda di polso).

Lo studio ha esaminato, per 3 anni, donne sane in post-menopausa, che è la categoria più ad alto rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Le basi gettate da questo studio fanno ben sperare su approfondimenti ancora più significativi nella prevenzione delle malattie cardiache.

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