Il Citrus aurantium (arancio amaro) presenta numerosi principi attivi in grado di spiegarne l’azione sulla perdita di grasso (Fonte: Stohs SJ. Safety, efficacy, and mechanistic studies regarding citrus aurantium (bitter orange) extract and p-synephrine).

Oltre alla sinefrina che è la molecola principale (affine all’adrenalina), contiene anche octopamina (molecola affine alla noradrenalina).

Diversi studi ne valutano l’azione antagonista sui grassi ma gli effetti indesiderati invitano a usarlo con attenzione o perlomeno sotto controllo medico.

Quando mangiamo, una parte delle calorie ingerite si disperde sotto forma di calore.

Più è grande la parte dispersa, più è facile mantenere la linea.

Nelle donne, la termogenesi è inferiore del 25% rispetto agli uomini: viene eliminato meno del 9% delle calorie ingerite contro l’11% negli uomini.

L’assunzione di integratori a base di Citrus aurantium (contenente sinefrina) consente alle donne di raggiungere il tasso di dispersione calorica degli uomini.

Negli uomini, invece, il Citrus aurantium non accentua la dispersione se preso durante i pasti, mentre se consumato lontano dai pasti, comporta una dispersione calorica doppia rispetto a quella delle donne.

Gli uomini hanno quindi interesse a usare la pianta lontano dai pasti mentre le donne possono assumerla prima.

Una ricerca ha valutato l’impatto di un composto a base di 975 mg di Citrus aurantium + 528 mg di caffeina + 900 mg di iperico in persone che per sei settimane consumavano solo 1800 calorie al giorno (Fonte: Colker, Kaiman, Georgeann, et al. Effects of Citrus aurantium extract, caffeine, and St. John's Wort on body fat loss, lipid levels, and mood states in overweight healthy adults).

Alla settimana effettuavano tre allenamenti fisici di 45 minuti.

Grazie agli integratori a base di piante, i soggetti hanno eliminato 3 kg di grasso contro quasi nulla sotto placebo.

Il consumo calorico diminuisce del 3% sotto placebo per via della dieta, mentre aumenta del 3% grazie alle piante.

I ricercatori non hanno osservato effetti collaterali.

La yohimbina per agire sulle «zone difficili»

Le riserve di grassi resistenti alle diete sono caratterizzate da una debole densità di recettori beta adrenergici e da un’alta concentrazione di recettori che ostacolano la mobilizzazione adiposa.

Questi ultimi sono essenzialmente di due tipi: i recettori alfa 2 adrenergici e i recettori di adenosina.

Per favorire la lipolisi, conviene bloccare i recettori con degli integratori appropriati.

Già la regolare attività fisica e la dieta possono tendere ad attenuare l’effetto protettivo dei recettori alfa 2.

Per alcune persone, non è però sufficiente: da qui la popolarità degli integratori che prendono di mira le «zone difficili».

La yohimbina figura tra i principali grazie alla sua capacità di inibire i recettori alfa 2 (Fonte: McCarty MF. Pre-exercise administration of yohimbine may enhance the efficacy of exercise training as a fat loss strategy by boosting lipolysis).

La caffeina blocca invece i recettori di adenosina, benché accenni anche un’azione sugli alfa 2.

La yohimbina è estratta dalla corteccia di Pausinystalia yohimbe, un albero africano.

Gli integratori con estratti dovrebbero contenere dall’1 al 4% di yohimbina, una sostanza attiva in grado di interagire con i recettori alfa 2.

Favorisce quindi la mobilizzazione dei grassi, in particolare in zone difficili come la parte superiore delle cosce, le anche e i glutei.

Le ricerche hanno inoltre mostrato che i grassi sottocutanei, ossia quelli meno visibili, presentano il doppio di recettori alfa 2 rispetto alle riserve di grasso che si trovano più in profondità e che creano quindi meno disagio a livello estetico (Fonte: Vikman HL, Savola JM. Alpha 2A-adrenergic regulation of cyclic AMP accumulation and lipolysis in human omental and subcutaneous adipocytes).

La yohimbina stimola anche la secrezione di noradrenalina, ormone che provoca la mobilizzazione e l’ossidazione dei grassi.

Agendo come vasodilatatore per i vasi sanguigni che irrorano il tessuto adiposo, gli integratori con yohimbina favoriscono la lipolisi.

Infatti, più il flusso sanguigno è importante nelle riserve di grasso, più queste ultime sono in grado di espellere gli acidi grassi.

I depositi di grasso irrorati meno bene sono invece quelli che attirano il maggior numero di grassi e li sviluppano più velocemente (Fonte: Galitzky J, Lafontan M, Nordenström J, et al. Role of vascular alpha-2 adrenoceptors in regulating lipid mobilization from human adipose tissue).

La yohimbina potrebbe anche agire riducendo l’appetito.

La yohimbina, soprattutto se unita all’alimentazione, tende inoltre ad accrescere la secrezione di insulina.

L’insulina inibisce però la mobilizzazione e l’utilizzo dei grassi influendo negativamente sugli effetti ricercati.

È per questo che spesso si raccomanda di assumerla a digiuno primo di uno sforzo.

La yohimbina aumenta infatti i consumi calorici legati all’esercizio, probabilmente a causa della sua azione termogenica.

Un’altra ricerca ha mostrato che l’assunzione di integratori con 5 mg di yohimbina quattro volte al giorno nel corso di una dieta di tre settimane che prevede 1000 calorie al giorno ha permesso di perdere 3,5 kg contro 2,1 kg soltanto nel gruppo dieta + placebo (Fonte: Kucio C, Jonderko K, Piskorska D. Does yohimbine act as a slimming drug?).

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