Integratori e allenamento. Come si comportano le nostre difese immunitarie sotto sforzo? Migliorano o peggiorano? E come?

Integratori  e allenamento. Come si comportano le nostre difese immunitarie sotto sforzo? Migliorano o peggiorano? E come?

Il sistema immunitario dell’organismo è mediato da diversi fattori.

Tra questi fattori, l’attività fisica e sportiva gioca un ruolo tra i più importanti.

Secondo il tipo, il volume e l’intensità dell’attività sportiva praticata, si possono produrre adattamenti negativi o positivi dal punto di vista biologico.

Molte sono le regolazioni che avvengono appena iniziamo un’attività fisica, tra queste il consumo di energia a cui si può mediare con l’utilizzo di integratori specifici, come vedremo in seguito.

Secondo la durata e l’intensità dei carichi avvengono cambiamenti diversi nella regolazione ormonale che, a loro volta, influenzano il sistema immunitario.

Essenzialmente, dopo un carico fisico acuto si possono rilevare due fasi di reazione distinte del sistema immunitario: una immediata e una ritardata.

La reazione immediata

La reazione immediata è caratterizzata dalla mobilitazione delle cellule immunitarie presenti nel corpo (di tutti i leucociti).

In stato di riposo, circa il 50% di tutte le cellule immunitarie circolano nella corrente sanguigna, le altre si accumulano nelle pareti interne dei vasi.

Già nel giro di pochi minuti successivi all’inizio dell’attività sportiva, grazie all’attivazione del sistema nervoso simpatico, la maggior parte delle cellule accumulate sulla parete dei vasi si distacca e entra nella corrente sanguigna.

In sostanza, appena iniziamo a fare sport, bruciamo energia da qui l’importanza di alimentazione adeguata e integratori ad hoc, e i guardiani del nostro sistema immunitario si attivano.

Più in dettaglio, a seconda dell’intensità del carico, i granulociti neutrofili, che sono un tipo di globuli bianchi deputati alla difesa del nostro organismo, aumentano del doppio rispetto ai valori a riposo, i linfociti, le cellule “base” del nostro sistema immunitario, quattro volte e le cellule natural killer (cellule citotossiche del sistema immunitario) fino ad oltre nove volte (Gabriel, H.; Kindermann, W. Leistungssport und Immunsystem. Immunologische Grundlagen, belastungs- und trainingsbedingte Veränderungen des Immunsystems, Infektionen, Substitution).

Durante la fase successiva a sforzi di mezz’ora, le massime concentrazioni di leucociti indotte dal carico nel sangue venoso periferico ammontano fino a 10.000 cellule mentre i carichi di durata prolungata hanno come conseguenza la cosiddetta leucocitosi da sforzo, con valori di 20.000 cellule per microlitro.

Questo significa che il nostro sistema immunitario produce in risposta all’attività fisica un numero straordinario di cellule preposte alla difesa da agenti esterni.

Alla fine dell’attività, il numero delle cellule immunitarie che circolano nel sangue ritorna ai valori precedenti allo sforzo.

Le cellule immunitarie scompaiono dalla circolazione del sangue e si accumulano sulle pareti dei vasi.

La reazione immunitaria ritardata

Nelle ore successive all’attività sportiva si produce una diminuzione della concentrazione delle cellule natural killer.

In pratica avviene una maggiore permanenza delle cellule immunitarie negli organi e nei linfociti, con la conseguenza che il “pattugliamento” di tutto l’organismo rallenta, e il loro trasporto, che è necessario per la difesa dalle infezioni, peggiora.

In biologia, questo fenomeno viene definito open window (“finestra aperta”), proprio per indicare un periodo critico di tempo, della durata di varie ore, successivo alla fine dell’attività sportiva, nel quale vi è una maggiore disponibilità allo sviluppo di infezioni, soprattutto delle vie respiratorie superiori ma anche in misura minore del tratto urogenitale o dell’apparato digerente

Naturalmente la frequenza con la quale insorgono malattie del tratto respiratorio superiore è diversa da una attività sportiva all’altra.

Ma l’aspetto più interessante è il seguente.

È emerso che le persone fisicamente poco attive presentano un numero maggiore di malattie da raffreddamento dei praticanti sport nel tempo libero, ma minore degli atleti di elite.

Da qui si è scoperto che esiste uno stretto rapporto tra stato di sovrallenamento e depressione del sistema immunitario, associati a una maggiore predisposizione alle infezioni.

In sintesi

In generale, si può affermare che:

  1. la pratica moderata di uno sport di resistenza allena e migliora i meccanismi di difesa immunitaria sia attraverso i lavori per così dire di pulizia dei macrofagi (cellule attive nelle risposte immunitarie), sia attraverso la stimolazione dei linfociti e sia perché provoca la cosiddetta sensazione di benessere
  2. invece, carichi intensivi di allenamento e di gara nella zona o al di là della soglia anaerobica indeboliscono il sistema immunitario.

 

Dispendio di energie

Anche il dispendio quotidiano di energia influenza il sistema immunitario.

Come dimostrato da numerose ricerche, un consumo adeguato di carboidrati, utilizzando preferibilmente integratori specifici, prima, durante e dopo il carico sportivo diminuisce l’indebolimento del sistema immunitario e, quindi, può servire a prevenire efficacemente una malattia infettiva.

Altri fattori

Esistono una serie di altri fattori che sollecitano in modo biologicamente negativo il sistema immunitario:

  • un’insufficiente rigenerazione fisica
  • le stesse infezioni
  • la mancanza di sonno
  • la permanenza in altitudine
  • i viaggi intercontinentali con cambiamenti di fuso orario
  • gli stress psichici
  • un’alimentazione errata o l’utilizzo di integratori sbagliati

Raccomandazioni se si ha un infezione in atto

La raccomandazione e la regola essenziale all’inizio di una malattia infettiva è una notevole diminuzione o l’interruzione del carico di allenamento e la drastica riduzione dei fattori di stress che favoriscono le infezioni.

Per concludere

In generale, si può affermare che persone più giovani o allenate presentano uno stato immunitario migliore di soggetti più anziani o non allenati.

Realizzare con continuità un regolare allenamento moderato della resistenza produce un miglioramento del sistema immunitario che, tra l’altro, si ripercuote in una minore predisposizione a infezioni banali.

Riassumendo si può affermare che carichi molti intensivi, soprattutto lattacidi, e fasi di allenamento eccessivamente impegnative portano a una diminuzione delle difese immunitari mentre carichi estensivi, con accento sul volume (lunghi e lenti) di durata fino ad un’ora, lo stimolano e lo rafforzano.

Sottolineando ancora una volta come l’assunzione prima durante o dopo dei giusti integratori può incidere significativamente nelle risposte del nostro sistema immunitario.